Comfort zone e coaching

Perché è importante uscire dalla nostra comfort zone anche se fa soffrire?

Recentemente ho realizzato un video sulla cosiddetta “comfort zone” e in molti mi hanno chiesto un post più approfondito e lo faccio volentieri.

Purtroppo tante persone vedono il coaching come un accesso semplice alla felicità: non è così, o perlomeno non del tutto. Certamente il ruolo del coach è farti raggiungere i tuoi obiettivi, cosa che ti renderà sicuramente felice, ma in prima istanza il coaching è un processo di auto-consapevolezza.

La prima domanda da affrontare è questa: “chi sono davvero io e cosa voglio?”

Quando rispondiamo SINCERAMENTE alla domanda “io chi sono e cosa voglio” è necessario affrontare prima di tutto i nostri difetti. E vi posso assicurare che a NESSUNO piace ammettere di avere dei difetti, perché è indubbio che ci faccia soffrire. Ma avere il coraggio di uscire dalla propria comfort zone, ammettendo di avere dei difetti è una sofferenza necessaria per crescere. Non è indolore, ma i risultati cancelleranno ogni sforzo compiuto.

La comfort zone ci fa stare bene, certo, ma è un luogo mentale che non ci sfida, non ci fa essere migliori. Per questo il coach ti chiederà sempre di uscirne, di sfidarti: solo così potrai liberare il tuo vero potenziale umano. Perché solo affrontando ciò che temi puoi davvero aspirare a crescere ed essere una persona di successo, in privato e al lavoro.

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